<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>MAX CORBACHO[Max Corbacho has been creating Ambient Atmospheric – Electronic Music for over two decades, combining spiraling, synth-driven drifting harmonies with breathing, timeless soundscapes.][Ambient Atmospheric – Electronic Music - Soundscapes - Space Music]</title>
	<atom:link href="https://maxcorbacho.com/tag/solo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://maxcorbacho.com</link>
	<description>Max Corbacho has been creating Ambient Atmospheric - Space Music for almost two decades, combining drifting harmonies with timeless electronic soundscapes.</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Sep 2021 20:04:18 +0000</lastBuildDate>
	<language>es</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">169084063</site>	<item>
		<title>New albums&#8230;</title>
		<link>https://maxcorbacho.com/new-albums/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[max]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2016 08:49:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[addition]]></category>
		<category><![CDATA[album]]></category>
		<category><![CDATA[albums]]></category>
		<category><![CDATA[announce]]></category>
		<category><![CDATA[collaboration]]></category>
		<category><![CDATA[completely]]></category>
		<category><![CDATA[days]]></category>
		<category><![CDATA[digital]]></category>
		<category><![CDATA[finished]]></category>
		<category><![CDATA[followers]]></category>
		<category><![CDATA[format]]></category>
		<category><![CDATA[indalo]]></category>
		<category><![CDATA[info]]></category>
		<category><![CDATA[left]]></category>
		<category><![CDATA[patience]]></category>
		<category><![CDATA[reissue]]></category>
		<category><![CDATA[solo]]></category>
		<category><![CDATA[update]]></category>
		<category><![CDATA[updates]]></category>
		<category><![CDATA[working]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://maxcorbacho.com/new-albums/</guid>

					<description><![CDATA[Dear friends, just a quick update: Right now there are already two albums completely finished, and I am pending to specify in which record label are going to be released. These issues sometimes go very slowly, I am eager to show these two albums to my followers, but must be patience. In addition to these ... <a title="New albums&#8230;" class="read-more" href="https://maxcorbacho.com/new-albums/" aria-label="Leer más sobre New albums&#8230;">Leer más</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class=" size-full wp-image-499" src="https://maxcorbacho.com/wp-content/uploads/2016/11/IMG_20161106_105043_low.jpg" width="680" height="382" alt="IMG 20161106 105043 low" /></p>
<p>Dear friends, just a quick update: Right now there are already two albums completely finished, and I am pending to specify in which record label are going to be released. These issues sometimes go very slowly, I am eager to show these two albums to my followers, but must be patience. In addition to these two albums, I&#8217;m working on a new one right now and some more updates. In a few days, I will also announce the reissue, in digital format, of Indalo, an old collaboration album that has now been left as a solo album. More info soon!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">500</post-id>	</item>
		<item>
		<title>THE OCEAN INSIDE &#8211; Review by Percorsi Musicali</title>
		<link>https://maxcorbacho.com/the-ocean-inside-review-by-percorsi-musicali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[max]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 08:27:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[acque]]></category>
		<category><![CDATA[ambient]]></category>
		<category><![CDATA[argomento]]></category>
		<category><![CDATA[che]]></category>
		<category><![CDATA[con]]></category>
		<category><![CDATA[dei]]></category>
		<category><![CDATA[del]]></category>
		<category><![CDATA[dell]]></category>
		<category><![CDATA[della]]></category>
		<category><![CDATA[delle]]></category>
		<category><![CDATA[era]]></category>
		<category><![CDATA[faccia]]></category>
		<category><![CDATA[oceano]]></category>
		<category><![CDATA[più]]></category>
		<category><![CDATA[quello]]></category>
		<category><![CDATA[sembra]]></category>
		<category><![CDATA[solo]]></category>
		<category><![CDATA[spazi]]></category>
		<category><![CDATA[una]]></category>
		<category><![CDATA[uno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://maxcorbacho.com/the-ocean-inside-review-by-percorsi-musicali/</guid>

					<description><![CDATA[Quando Brian Eno ebbe l&#8217;intuizione dell&#8217;ambient music, le idee si indirizzarono dapprima verso gli spazi definiti (aeroporti, stazioni, etc.) ma furono probabilmente i musicisti ambient statunitensi ad espandere il concetto dello spazio da «ricoprire» facendolo passare da uno ampio ma comunque con dei confini, ad uno vastissimo che non poteva non riguardare gli elementi fondamentali ... <a title="THE OCEAN INSIDE &#8211; Review by Percorsi Musicali" class="read-more" href="https://maxcorbacho.com/the-ocean-inside-review-by-percorsi-musicali/" aria-label="Leer más sobre THE OCEAN INSIDE &#8211; Review by Percorsi Musicali">Leer más</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><a href="http://maxcorbacho.bandcamp.com/album/the-ocean-inside-double-album" title="BUY" target="_self" rel="noopener"><img decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-318" style="margin: 10px; float: left;" src="https://maxcorbacho.com/wp-content/uploads/1970/01/the-ocean-inside.jpg" alt="The Ocean Inside - Max Corbacho" height="181" width="200" /></a><span></span></h4>
<div>
<div style="text-align: justify;" mce_style="text-align: justify;">
<div>
<div><span class="userContent"><span class="text_exposed_show">Quando Brian Eno ebbe l&#8217;intuizione dell&#8217;ambient music, le idee si indirizzarono dapprima verso gli spazi definiti (aeroporti, stazioni, etc.) ma furono probabilmente i musicisti ambient statunitensi ad espandere il concetto dello spazio da «ricoprire» facendolo passare da uno ampio ma comunque con dei confini, ad uno vastissimo che non poteva non riguardare gli elementi fondamentali della nostra natura. L&#8217;oceano era uno di quegli spazi che pur non avendo il requisito infinitesimo del cosmo, era comunque una delle forze più espanse della terra. Su quest&#8217;argomento la musica ha sempre avuto un riferimento, ma solo l&#8217;ambient music si prestava ad una descrizione sensitiva più verosimile della realtà sonora: al di là dello sfruttamento ricevuto come musica di riflessione e relax e dell&#8217;ambiguità suscitata dall&#8217;argomento, versioni «serie» che poggiassero sulla considerazione che si potesse simulare un&#8217;esplorazione delle profondità oceaniche non ne vennero fatte poi molte. Uno dei tentativi più riusciti che io ricordo di entrare nella imprescrutabilità delle acque profonde è stato quello profuso da Robert Carty in «Oceanic Space» che strutturò un&#8217;intero album dedicato all&#8217;argomento (con una lunga traccia «concreta» in cui si raccolgono suoni marini), ma è indubbio che moltissimi musicisti, anche fuori dal genere ambient, si siano avvicinati al tema (in forma non organizzata) conservando la loro prospettiva stilistica. </span></span></div>
<div><span class="userContent"><span class="text_exposed_show">La recentissima pubblicazione di <b>Max Corbacho</b> rientra in quello sforzo musicale teso ad una completa compenetrazione dell&#8217;ambiente di viaggio sotto il mare che mira non solo ad una semplice simulazione sonora che faccia godere l&#8217;ascoltatore di momenti rilassati di benessere ricostruiti con un «drone» sintetico, ma che faccia rivivere un nuovo senso del viaggio sottomarino, che cerca di catturare l&#8217;animo «biologico» delle acque e dei suoi abissi, risultato ottenuto attraverso un lavoro musicale pazientoso tendente all&#8217;abbinamento delle due preposizioni «increspature dell&#8217;oceano»/»sfaccettature del suono». «<b>The ocean inside</b>» ci fa perdere la memoria del tempo come in un buon film di fantascienza, e attraverso le sue minime e calcolate variazioni, è un colossal sugli effetti pseudo-psicologici provocati da un attento ascolto delle turbe marine: correnti che suscitano idee, spazi di mare inperlustrati che evocano ricordi; sembra di assistere ad un documentario in cui chi prende la parola è il soggetto che si racconta, che sembra allontanare il desiderio di spiegare abusi e soprusi degli uomini e dichiara la propria funzione, ne riconosce la propria importanza e lancia messaggi di spiritualità. E&#8217; incredibile come tutto questo possa essere fatto da un uomo con un semplice sintetizzatore. <span style="color: red;"></span><br /> </span></span></div>
</p></div>
<p> <span></span></div>
</p></div>
<div style="position: absolute; left: -40px; top: -25px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;" data-mce-bogus="1" class="mcePaste" id="_mcePaste">Quando Brian Eno ebbe l&#8217;intuizione dell&#8217;ambient music, le idee si indirizzarono dapprima verso gli spazi definiti (aeroporti, stazioni, etc.) ma furono probabilmente i musicisti ambient statunitensi ad espandere il concetto dello spazio da «ricoprire» facendolo passare da uno ampio ma comunque con dei confini, ad uno vastissimo che non poteva non riguardare gli elementi fondamentali della nostra natura. L&#8217;oceano era uno di quegli spazi che pur non avendo il requisito infinitesimo del cosmo, era comunque una delle forze più espanse della terra. Su quest&#8217;argomento la musica ha sempre avuto un riferimento, ma solo l&#8217;ambient music si prestava ad una descrizione sensitiva più verosimile della realtà sonora: al di là dello sfruttamento ricevuto come musica di riflessione e relax e dell&#8217;ambiguità suscitata dall&#8217;argomento, versioni «serie» che poggiassero sulla considerazione che si potesse simulare un&#8217;esplorazione delle profondità oceaniche non ne vennero fatte poi molte. Uno dei tentativi più riusciti che io ricordo di entrare nella imprescrutabilità delle acque profonde è stato quello profuso da Robert Carty in «Oceanic Space» che strutturò un&#8217;intero album dedicato all&#8217;argomento (con una lunga traccia «concreta» in cui si raccolgono suoni marini), ma è indubbio che moltissimi musicisti, anche fuori dal genere ambient, si siano avvicinati al tema (in forma non organizzata) conservando la loro prospettiva stilistica. La recentissima pubblicazione di <b>Max Corbacho</b> rientra in quello sforzo musicale teso ad una completa compenetrazione dell&#8217;ambiente di viaggio sotto il mare che mira non solo ad una semplice simulazione sonora che faccia godere l&#8217;ascoltatore di momenti rilassati di benessere ricostruiti con un «drone» sintetico, ma che faccia rivivere un nuovo senso del viaggio sottomarino, che cerca di catturare l&#8217;animo «biologico» delle acque e dei suoi abissi, risultato ottenuto attraverso un lavoro musicale pazientoso tendente all&#8217;abbinamento delle due preposizioni «increspature dell&#8217;oceano»/»sfaccettature del suono». «<b>The ocean inside</b>» ci fa perdere la memoria del tempo come in un buon film di fantascienza, e attraverso le sue minime e calcolate variazioni, è un colossal sugli effetti pseudo-psicologici provocati da un attento ascolto delle turbe marine: correnti che suscitano idee, spazi di mare inperlustrati che evocano ricordi; sembra di assistere ad un documentario in cui chi prende la parola è il soggetto che si racconta, che sembra allontanare il desiderio di spiegare abusi e soprusi degli uomini e dichiara la propria funzione, ne riconosce la propria importanza e lancia messaggi di spiritualità. E&#8217; incredibile come tutto questo possa essere fatto da un uomo con un semplice sintetizzatore.</div>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">453</post-id>	</item>
		<item>
		<title>BREATHSTREAM / Roberto Vales</title>
		<link>https://maxcorbacho.com/roberto-vales/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[max]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 00:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[REVIEWS]]></category>
		<category><![CDATA[breathstream]]></category>
		<category><![CDATA[compositor]]></category>
		<category><![CDATA[disco]]></category>
		<category><![CDATA[esos]]></category>
		<category><![CDATA[este]]></category>
		<category><![CDATA[lugares]]></category>
		<category><![CDATA[más]]></category>
		<category><![CDATA[max]]></category>
		<category><![CDATA[música]]></category>
		<category><![CDATA[nos]]></category>
		<category><![CDATA[oscuros]]></category>
		<category><![CDATA[para]]></category>
		<category><![CDATA[por]]></category>
		<category><![CDATA[profundos]]></category>
		<category><![CDATA[siete]]></category>
		<category><![CDATA[solo]]></category>
		<category><![CDATA[sonidos]]></category>
		<category><![CDATA[sus]]></category>
		<category><![CDATA[temas]]></category>
		<category><![CDATA[trabajo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://maxcorbacho.com/roberto-vales/</guid>

					<description><![CDATA[Roberto Vales, http://www.ultimafronteira.tk &#160; Nuevo trabajo de Max Corbacho, el fantástico compositor español, alumno aventajado de Steve Roach. «BreathStream» es el titulo de este nuevo disco, un trabajo que continúa la senda marcada por su anterior disco «The Talisman». Este compositor es un hombre que siempre nos ha sorprendido por la profundidad de sus composiciones, ... <a title="BREATHSTREAM / Roberto Vales" class="read-more" href="https://maxcorbacho.com/roberto-vales/" aria-label="Leer más sobre BREATHSTREAM / Roberto Vales">Leer más</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4><a href="http://maxcorbacho.bandcamp.com/album/breathstream" title="BUY" target="_self" rel="noopener"><img decoding="async" class=" alignleft size-full wp-image-323 alignleft size-full wp-image-323" style="margin: 10px; float: left;" mce_style="border: 1px solid #1E6E8F; margin: 10px; margin: 10px; float: left;" src="https://maxcorbacho.com/wp-content/uploads/1970/01/breathstream.jpg" mce_src="https://maxcorbacho.com/wp-content/uploads/1970/01/breathstream.jpg" alt="BreathStream" width="186" height="186" /></a>Roberto Vales, http://www.ultimafronteira.tk</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nuevo trabajo de Max Corbacho, el fantástico compositor español, alumno aventajado de Steve Roach.</p>
<p>«BreathStream» es el titulo de este nuevo disco, un trabajo que continúa la senda marcada por su anterior disco «The Talisman».</p>
<p>Este compositor es un hombre que siempre nos ha sorprendido por la profundidad de sus composiciones, esos acercamientos a esos lugares subterráneos, oscuros, en ocasiones difíciles de llegar a ellos, pero que Max consigue transportarnos de manera excepcional a través de su música. «BreathStream» no es una excepción, es un disco donde el compositor a través de sus texturas y sus harmonías nos va trasladando por lugares inimaginables, por paisajes profundos y oscuros, por lo más profundo de nuestro ser.</p>
<p>Aquí nos encontramos más de setenta minutos de música repartidos en siete temas de sonidos profundos, siete temas de esos sonidos que solo músicos como Max Corbacho nos saben aportar y es que en este trabajo, con solo leer el título y comenzar a escuchar el primer tema («This Luminous Space») ya nos sirve para hacernos una clara idea de lo que aquí nos vamos a encontrar.</p>
<p>Magnífico disco para todos aquellos seguidores de esos sonidos más profundos y oscuros, que nos sirven para viajar por el espacio o para sumergirnos en lo más profundo de nuestro ser.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">385</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
